Bacheca redazionale (07)
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Ricordiamo che non possono essere postati più di TRE testi al giorno; inoltre, in prima pagina, non possono comparire DUE testi di uno stesso autore. Eventuali testi consecutivi verranno tolti dalla prima pagina, anche se saranno comunque leggibili nel blog dell'autore.
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Giovedì 03 luglio, dalle ore 22.30 alle ore 23.00, terremo la nostra seconda sessione di poesia collettiva. Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare entrando in chat (il pulsante è nella colonna sinistra). Le istruzioni per l'uso della chat sono in questa pagina: clicca qui.
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La poesia della settimana
La poesia della settimana
Di ricordi e nostalgici rimpianti si rivestono delicatamente i versi di Odisseo64, un autore che all'amore, dedica gran parte delle sue poesie. Particolarmente genuine nell'ispirazione e intimamente descritte, danno quel tocco magico che solo un sentimento così profondo come l'amore sa dare.
Interprete romantico e al contempo riflessivo, Odisseo64 non si rassegna ai ricordi e riesce a descrivere il suo profondo attaccamento ad un amore che gli permette di sopportare l'esistenza, un sentimento che adorna di ali il suo sogno. In "Stupore", sebbene lirica breve, riesce con note intense e suggestive a convincere, per quanto coinvolgente è il suo pensiero, preciso e attento. Narra di un sogno, un nostalgico amorevole sogno, che lo tiene sospeso a dolci istanti, come egli stesso scrive: "Coinvolgi il mio sogno / rimasto sospeso / sul filo / di caldi battiti / nel petto". Un grido accorato che fluente sgorga dal cuore, sul quale percorre le vie dell'infinito e, pur restando sospeso al filo della realtà, lo fa suo quasi totalmente. Pensieri che ritornano prorompenti nella mente, mentre si vorrebbero annientare, dai quali si vorrebbe fuggire, e si affida ai versi per confessarci che: "Sono quegli attimi / spesso / che sento / che vivo e che nego / da un millennio". Quindi, rievoca il passato mentre, nella realtà, l'anima continua il suo viaggio all'indietro, nel quale all'improvviso s'arresta, stupita davanti ad un tempo mai dimenticato. E così, come per incanto, l'anima e il cuore rammentano giorni lontani o forse giorni d'amore non del tutto finiti.
Poesia dal verso delicato, di pregevole afflato lirico, dove le immagini descritte svaniscono e al contempo riappaiono al cospetto di una mente soggiogata dai ricordi, chiuse tra note di rimpianti e segrete indimenticabili nostalgie.
Recensione di Rita Minniti
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- blog di Poesie scelte
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- 187 letture
Senza Motivo Apparente
Bussa la notte alla mia porta
e io..Poco accorta
le dico avanti, siediti con me,
parlami di te..
Io non ho molto da dire
oggi ho solo voglia di ascoltare..
E ascolto una canzone,
la più triste che conosco,
poso anche la penna
non ho voglia di versare inchiostro..
Oggi ho solo voglia di ascoltare,
ho solo voglia di piangere..
Così..Senza un motivo apparente,
solo per svuotare la mente,
solo per lavarmi il viso
per togliermi anche l'ultima
traccia di rossetto
o dimenticare quanto mi manca
un semplice sorriso..
( Criss)
- blog di DIAMANTE
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Maturità
Aspettavo
sotto il cielo chimico
di Giugno
una risposta,
o una tempesta,
almeno un motivo
per riuscire.
Ma questo cielo
pesante,
coperchio di sole
senza manico,
ci lascia a sudare
e impazzire
a vapore.
L'autobus tarda,
l'arrivo tarda, l'inizio
tarda: tutto ciò
che ne è del futuro
mi imbratta
di ansia e
ossigeno vivo.
E come cieco
manichino
azzardo passi
circolari
e mi chiedo
cosa avrò da cercare
in cielo.
Inedita - 22 giugno 2008
Una domenica di studio e di attesa prima dei miei esami
- blog di Flora Nicole Blasi
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- 5 letture
L'ASSESSORE PEZZA
Scummara
paese poggiato, dimenticato
su un piccolo colle
dove il vento leviga i tetti
pettina la campagna
che ha il volto sperduto
di un giovincello che perde i capelli
anzitempo
-Le piccole strade
sentieri tracciati da serpenti
sorpresi da un sole evaso in anticipo
sono piene di buche
piuttosto profonde
che quando piove ospitano piccoli laghi
torvi
per i bimbi misteri
in cui affondano le dita
-Ogni tanto qualcuno cela i propri lamenti
dietro le proteste per l'incuria
-Responsabile che poco può fare
è l'assessore addetto ai lavori
che sempre recita e spera
tutto si aggiusta
ci metteremo come sempre una pezza
da qui il nome Assessore Pezza
occhi grandi più del paesaggio
bocca schiumosa
capelli come un tetto di paglia
a cui rondini frettolose
hanno strappato pagliuzze
e alcune cadute hanno fatto
strani disegni di croci dorate
-Ligio al dovere
anima cheta
allineata alle abitudini
in una torrida estate un martedì tredici
mentre dal municipio tornava a casa
da una moglie devota
pedalando lentamente
a un incrocio
un accenno di freno
e la ruota anteriore affondò
in una pezza recente di asfalto
e si catapultò sotto una macchina
- blog di michael santhers
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Il mistero dei letti volanti - terza e quarta ed ultima parte- (favola per i superbambini dell'ospedale)
Quella notte accadde qualcosa a cui Martina non era abituata. In piena notte accesero la luce.
Non si accende la luce di notte, lo sanno pure i bambini di 7 anni.
Sabrina la guardò dal suo lettino le mamme vennero fatte uscire un attimo.
- Che succede Martina?-
- Boh io stavo dormendo.-
Arrivò l'infermiera grande, che tutti chiamavano infermiera mangia pistacchi, perchè mangiava i pistacchi di nascosto, oddio a dire il vero così la chiamava Renato il pirata, ma ormai anche gli altri bambini avevano preso l'abitudine di chiamarla così.
Teresa infermiera mangiapistacchi si mise a fare il terzo letto e dopo un poco portarono una bambina con i capelli rossi che stava dormendo.
Aveva delle flebo attaccate e altri due infermieri che la seguivano.
Poi arrivò la mamma, una signora piccola come la bambina, una signora con i capelli tutti rossi e ricci.
Singhiozzava e teneva per mano la bambina.
Quella notte la bimba non si svegliò, ma Martina e Sabrina sentirono le mamme parlae di un incidente di macchina e di qualcosa che era successo alle gambe.
- blog di sortilegio
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Notturno: chat del 3 luglio 2008
poesia collettiva di:
Grisby60, Sempresveva, Raffaela, Guido Passini,Cristina
NOTTURNO
.
le unghie della sera graffiano la città
lasciando interdetto il senso di immortalità che il giorno concede
ruzzolano le mie pene, come sassi
amaro è il pasto a lume di candele
mentre assaporo l'odore della notte
nel cielo nudo artigli di giallo
rotolano nei cerchi tramontati
ad ali nere il buio si stende arruffando viali
mi cibo ancora di sogni galleggianti,
tronfi di inutili desideri
di deliri , detriti di sogni
di mani vuote senza scopo ne silenzi
ad occhi aperti rovisto, nell'invisibile
e della luna m'assiedo in compagnia
mentre un gufo canta la sua nenia d'universo
quante volte la notte mi ha scoperta, e divorata
trattenendo a stento il dissolvere delle certezze
e in questo tempo nero ripensato
invento cieli damascati, appesi nell'immenso mio guardare
trapunto stelle a far cordone agli occhi.
E come posso io amare ancora l'alba,
se questa notte mi tormenta
se immergo il sole a far lavanda agli occhi
nella limpidezza dell'anima arsa
m'involo lasciando ogni speranza-culla
nei passi lunghi della civetta
Precipitando nell'ignoto
Dove spaventosi incubi mi assalgono
e gelo, e piccola neve nel sudore dei miei sforzi
poi, improvviso, il silenzio mi sorride
senza chiedere il senso al buio
che possiede occhi di fiamma
ed il notturno si traveste nel mio sonno
adagiandomi sopra nubi d'inchiostro
come un quadro che aspetta un muro, e un chiodo per rinascere
- blog di Redazione
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A mia madre
Pensiero amaro,
il tuo pensiero.
.
Dolorose,
le tue ultime frasi di madre.
.
Crudele,
ritrovarsi nei tuoi luoghi.
.
Insopportabile,
l'idea di averti persa.
- blog di daniela rindi
- 1 commento
- 13 letture
Io non scrivo terzine

Io non scrivo terzine,
nè tantomeno quartine,
ogni tanto mi gioco una cinquina
perchè è l'unica cosa che so.
La mia scuola è stata la strada
con le lettere inciampo ancora
e di rime non ne azzecco una
perdonatemi se per qualcuno
sono un emerito ignorante
e non son certo poeta
sono, come dire, un ruspante
mio Dio c’è pure entrata una rima stasera
di sicuro non lo faccio per carriera
........ ancora ?..........
Endecasillabe?
E che sono?
Io volevo solo scrivere qualcosa
magari pensando che tutti fossero come me
dei cantastorie
invece vedo dei professoroni
che sentenziano a destra e a manca
Io sono quel che sono
forse anche un poco strano
la mia non è poesia
non volevo entrare nella storia
nè volevo che la storia parlasse di me.
Sono quel che sono
non me ne faccio vanto
mi piace scrivere ...... ogni tanto
senza terzine
senza quartine
con parole contadine ......
quante rime
chissà se qualcuno storce il muso
non importa, e state tranquilli
tanto vado via
e una cosa so di certo
non son mai stato un presuntuoso.
- blog di stargazer
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Cado in ginocchio...

Ogni giorno
abbraccio rabbie
scivolando su asfalti freddi
in ricerca di togliere
tali disperazione che l'anima ascolta.
Non riesco
a gioire
leggendo i quotidiani
guardare i volti immortalati
con sorrisi finti ,insicuri
e poi parlano di sicurezza!
Dialogo per una Pace mondiale
diplomazia solo per portare ancora uomini
al macello!
Fermate la violenza
si
ronde a quattro nei viali
con fiori ai balconi.
Cado in ginocchio
su sassi marchiateci tutti
con il fuoco per l'intolleranza
razziale
il dolore arriva sino al cuore mio!
- blog di Donatella
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Voglia di giocare
Mentre vago nel parco all'imbrunire,
con l'occhio perso dietro i miei pensieri,
correndo mi si accosta un bel bambino,
tutto felice, le braccine aperte,
e con grazia alzandosi sui piedi
mi mette in mano un rosso palloncino.
Con quel gesto innocente e generoso
egli vuole che giochi pure io
e che mi lasci andare spensierato
ai trastulli d'un tempo assai lontano,
quando con niente ci si divertiva
a correre sull'erba a perdifiato.
Che voglia d'accettare quell'invito,
di lasciare ogni cruccio e scorrazzare
fra gli alberi facendo il nascondino
o imitando il verso degli uccelli
e ridere e strillare a squarciagola,
saltando a piedi uniti ogni gradino.
Ma all'improvviso suona una sirena
che indica già l'ora di chiusura;
è tardi ormai per pensare al gioco
e neppure domani sarà data
la gioia di rivivere un passato
che ancora brucia dentro come un fuoco.
- blog di IGNAZIO AMICO
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Il mistero dei letti volanti - seconda parte- (favola per super bambini dell'ospedale)
Martina quella notte dormì con la sua mano stretta in quella di sua madre e ogni tanto dava un'occhiata a Sabrina del letto accanto.
Si addormentò solo al mattino e quando aprì gli occhi ecco apparirgli un ragazzino con i capelli dritti in testa come un porcospino.
Un ragazzino con un occhio bendato.
- ciao, sei sveglia? -
Martina non era in vena.
- veramente lo sono ora visto che mi hai svegliato tu, signor pirata.-
Il ragazzino sbottò in una risata liberatoria.
- Ahah ma si per la benda, ti faccio ridere, si sono un feroce pirata e mi piace tagliare i capelli alle bambine impertinenti.-
C'era una cosa che dava fastidio a Martina, quello di essere chiamata bambina.
- ragazza prego mocciosetto tu sei anche più piccolo di me.-
- io ho 11 anni e mi chiamo Renato e sono anche amico di Sabrina, secondo me lei è pure innamorata di me.-
Dall'altro letto Sabrina si fece sentire.
- non ci penso proprio Renato, non ci penso proprio.-
Renato si avvicinò al letto dell'altra bambina.
- ehi gli hai detto del mistero dei letti volanti? lo sa giaà?-
Sabrina scosse la testa.
- blog di sortilegio
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- 19 letture
Relatività

Cibernetica relatività
spacco l'atomo
tra cartoni dimenticati
d'amori periferici
cerco l'essenza
di un gioiello
seduta su coriandoli
di vita
- blog di Lina Sirianni
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- 15 letture
'A fratellanza
I
.
C’era ‘na vorta ‘n cane bastardello,
spelacchiato, co’ le recchie appese,
che s’aggirava tra palazzi e chiese
portanno ‘n pò de purci pe’ fardello.
.
Ciaveva ‘a fame addosso pe’ davero,
‘e zampe tremavano, iveno pe’ sbajo.
‘Na sera ‘ncontrò ‘n grosso gatto nero
che je propose, guardannolo de tajo:
.
“’Ndo vai giranno co’ ‘sta fame nera?
Statte qui, nun lo senti venì er callo
e l’odori bboni de ‘n’osteria de sera?”
.
Er cane, stracco, se girò a guardallo
e tra se penzò: “Io te dovrebbe odià,
semo rivali, ma vedemo de rimedià.”
.
II
.
E s’accucciò a du’ metri de distanza,
pronto a scattà ar primo strano segno,
e disse ar gatto co’ ‘n filo de creanza:
“Senti, me fermo ma nun è ‘n pegno,
.
e nimmanco è ‘na riappacificazzione,
è che vojo vede si sei propio capace
a fattè dà du lische, oppuro da rapace,
freghi all’umani co’ ‘na mala azzione”.
.
Er gatto, avvicinannose ‘n pochetto,
lo guardò nell’occhi e, de rimanno:
“Manco la fame te fa capì l’affetto
.
che tra animali ce dev’esse quanno
li rumori der vòto bruceno la panza ..
- blog di Grisby60
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Costellazione: Icastico segreto
Amo la parvenza che resta un segreto,
non mi importa della sua lama,
conosco un mistero che passa sopra i
mari, pei sentieri elettivi della mente,
si presenta come uno stritolio neonato
a una maschera intrisa di vento che
ha vita sottile: tutto è una sincope
in un labirinto, un’ascia che cade dal cielo.
La solitudine ha un volto camaleontico,
sfiora con proiettili di cotone e lascia
un’inquietudine spenta, salta e rimbalza
come un grillo strozzato.
- blog di Gapemotivo
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- 18 letture
La malinconia
.
Ha ali trasparenti
la malinconia
cristalli conosciuti
s’annidano silenziosi
dentro le corolle
dei fiori al tramonto.
.
S’ ammanta di tenerezza
quando con lo sguardo
insegue assorta
i variopinti frammenti
della vita non vissuta.
.
Malinconia
di facili rimpianti
ricordi
spesso…
solo sogni.
.
Viene a galla all’improvviso
dolce e discreta
conosciuta amica di una vita.
.
Così
al solo tocco delicato
di una frase gentile
carezza amata
che non m’appartiene
ma che m’induce
ancora una volta a sognare
e mi ritrovo a scivolare
lungo il sentiero
di quella lacrima
che silenziosa
solca il viso mio
fino a dissolversi nel nulla.
- blog di tiziana mignosa
- 7 commenti
- 23 letture
Animae
Inedita - 02/07/08
Filtro generativo
come spugna
s’imbeve della tua essenza,
viscida, morbosa,
senz’alcun timore
di potermi cedere il passo.
E la mia anima?
Non conta?
- blog di Guido Passini
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Ode alla Melanconia...
Oda a la Melancolía…
Hoy me visitas reina de la melancolía
estas rondando mi vida
como anima gris de un ensueño triste
Me inundas sin previo aviso
me tocas
me envuelves en tu velo de lánguida luz
Tomas mi alegría y la conviertes en larga tristeza
quieres cambiarla en fríos sentimientos de dolor
Dolor frustrante de los amantes perdidos
que no pueden encontrarse
porque es larga la distancia que los separa
Pero emerjo triunfante
deslizándome poco a poco fuera de tu velo
Er chiodo
Quer ritiratello stretto, che ‘na vorta portava fora le mura der paese! Dico portava, visto che oggiggiorno lo sbocco nun ce sta più, ché quarcheduno, abbusivamente o none, cià fatto ‘na stanzia de l’abbitazzione. Embè, ormai è un vicolo ceco. Daccapo ar ritiratello c’è un fonno co’ ‘na pesante e biòcca porta de legno. Sur muro, inzopra ‘sta porta, c’è un chiodone infirzato che so’ parecchi decenni, margrado li rifacimenni de l’intonachi. Allincirca pe’ cent’anni, tutti li paesani hanno arispettato ‘sto grosso chiodo, fatto da mano artiggiana. S’è un po’ arruzzonito, m’aresiste tosto drento ar muro. Quanno capito ar paese, indo’ ce nascetteno mi’ padre e mi’ madre, vo a controllà e me va a faciolo de véde che er mi’ chiodo ancora ce sta. Si er sole batte inzu la parete, er chiodo, projetta ‘n’ombra, quasi fusse er perno d’una mediriana. Er mi’ chiodo!
Tu sapevi

Vita assordante
dolcezza affascinante
tu che volevi
ad ogni costo amare
amore criminale
dolore selvaggio
Tu senti, tu ami
io lotto, tu affondi
invano ti cerco
ti parlo
ma è solo la mia voce
è solo un eco
la mia vita
finisce con te
anche se ......
il mio sole
non vuole il tramonto
Le nubi in gregge
sfidano saette
non odi come
mormorano le piogge?
Dio solo sa
cosa penso e non dico
passa e trascorre
il sogno della vita
spreco gli attimi che restano
come un vento
che non ha soste
Tu sapevi
di questo amore assopito
che non c’era orecchio
ad udire il mio pianto
ancora ti vedo
in mille immagini
che mi tocca inventare
per poterle dissolvere.
- blog di stargazer
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