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Blog di poesia AltraMusa, piccolo salotto letterario. Poesie, racconti, haiku, biografie, ebook da leggere on line. Iscrizione gratuita.
Smarrito all'interno del groviglio di inspiegabili sensazioni.
Senza meta, senza fine, senza un’alba da ringraziare,
con un giorno infinito, una storia da inventare.
Il settembre placido,
ancora scottatto da un sole in declino,
in temibile attesa del lungo inverno,
è senza pietà.
Ancora aspetti?
La primavera, che tanto aneli, non tornerà più.
Solitudine
Uno stato sub-umano dell'essere che...
improvvisamente...
si rende conto di essersi smarrito,
...nel tempo della sua esistenza.
Ogni dettaglio mi continua a stupire,
ma non voglio credere di stare bene,
... non è così.
È inutile farneticare in questo mondo pieno di incubi.
No, non mi disturbi, è forse questo che non finirà mai.
Un immenso d’amore è qui per una notte, per me per te…
A riveder...
Io non riesco a trovar pace,
anche se intorno a me tutto tace.
C'è la bufera per quel non detto,
terribile più d' ogni delitto.
Se solo potessi scappare via,
la vita vera scoprirei, la mia.
Ma non è dato di veder stelle
a chi non dimentica le stalle...
Eccomi sono tornata! Sono stata in vacanza e mi siete mancati! Ho visto gli autori di luglio e mi sono emozionata nel trovare anche una mia poesia! Adesso piano piano tornerò a scrivere...tanti baci a tutti!
I miei Haiku...
.
C'è sempre un ma
Dopo un sì potremmo
Prima di un se
.
L'inverno salda
le tue mani gelate
nel cuore triste
.
Passa l’upupa
il sole la sorprende
è primavera
.
Gemme divine
si esprime il sole
vita è sogno
.
Sole pallido
inizio primavera
t’amerò sempre
.
Nel tuo calice
sempre care furono
preziose vigne
.
E' rinascita
il mandorlo fiorisce
il mio cuore no
.
Intense rime
faticose parole
e margherite
.
Rondini vive
uccellini rinati
nel cuore morto
.
Tu mi piaci, io ti piaccio, forse mi ami, forse ti amo. Si, ci amiamo. Vado a comprarti un anello così ci fidanziamo. Ci sentiamo meravigliosamente innamorati. Passano un paio d’anni e ti porto un altro anello, più costoso e ci sposiamo. Facciamo subito un figlio, bello, intelligente e, perché no, già ricco. Il figlio ci riempie di soddisfazioni: è il primo della classe, suona due strumenti e vince sempre un sacco di medaglie nello sport. A che serve un figlio se non a questo?
Basta un gesto, una parola
per dirti che non t’ amo più.
Sembra facile così ma
una vita non basta mai.
Una scala in salita
Diventa ripida sai?
Quando non vuoi crederci più
Senti solo la fatica.
Il giardino non fiorisce
Se lo innaffi con veleno.
Prendi tu dunque coscienza
Del tuo fiore appassito.
Socchiudo le palpebre e ti vedo…
perché non posso più vederti ad occhi aperti.
Il giardino
Un berceau abbandonato,
una giovane edera coraggiosa
che s’inerpica su rami secchi,
una cuccia di gatto terremotata,
giochi di bimbi in ricordo di un fasto che non c’è più,
di una giovinezza perduta.
Vecchi pini stanchi,
cresciuti senza cura,
un immenso prato che si colora selvaggiamente
al cambio di stagione.
Sedie impilate correttamente
che giacciono inutilizzate,
come pure il barbecue,
oramai da buttare.
Sul fondo un anziano salice,
non fa che piangere
per un calore non ancora ritrovato
e affianco
tre piccoli limoni,
con grandi frutti
che tentano di irrobustirsi faticosamente...
Una quercia dall’alto del suo trono
che osserva silenziosa un giardino
ancora d’inverno,
con la tristezza di chi sa di dovergli sopravvivere.
Ancora spazio infinito,
fatto di verdi e marroni,
di odori di terra e di muschio,
un’upupa che cammina fiduciosa e tranquilla,
consapevole di essere arrivata in paradiso.
Due cani con il naso per aria che aspirano profumi,
innocenti e festanti,
anche loro grati della loro fortuna.
Soltanto il vecchio gatto
sembra non essere a suo agio,
E’ qui la bambina che adoro
e io mi pettino felice.
Bambina donami i sorrisi
e stringimi forte nel tuo abbraccio.
Con tutto il tuo sapere
io riscopro nuovamente
la mia vera ingenuità.
Visto che oggi la Giulio Perrone editore mi ha confermato la pubblicazione (oramai sono di casa!) posto il racconto:
Un Amore piccolo, ma grande
Un vestitino verde a pois, sandali bianchi, il viso sempre imbronciato... così mi ricordo la bambina dagli occhi verdi e i capelli biondi spettinati, della quale mi innamorai a dieci anni. Lei ferma in mezzo alla piazza, i genitori a pochi metri.
Chissà perché era sempre arrabbiata?
Veniva a passare le vacanze in questo piccolo paese sulla riviera pontina, con uno strano nome, molto accattivante, mitologico, dove vivo tuttora. Lei era del nord Italia. I suoi genitori affittavano ogni anno la stessa casa, non lontano dalla mia, per cui riuscivo a controllarla in quasi tutti i suoi spostamenti.
Sua madre la portava in spiaggia la mattina presto, seduta sul retro della bicicletta, le gambe ciondoloni, lo sguardo perso nel vuoto e rincasavano a pomeriggio inoltrato. L’unico momento in cui potevo incontrarla da sola era prima di cena.
Mi muovo nella vita portata avanti dagli eventi
fluttuando in un mare profondo.
.
C'è poca gioia intorno a me
e mi sento sola,
.
persa nel tempo della tua assenza.
Pensiero amaro,
il tuo pensiero.
.
Dolorose,
le tue ultime frasi di madre.
.
Crudele,
ritrovarsi nei tuoi luoghi.
.
Insopportabile,
l'idea di averti persa.
Danza danza nella tua ira
del tuo odio non so che farne,
anche se prendi ben la mira
non mi turbano le tue pene!
Nella quartina il tuo disprezzo
di ciò che sei, non mi lamento,
ma il tuo cuor ha sempre un prezzo
bene così è il tuo momento!
Se del talento fai la stima
poco rimane del mio amore,
se non lo spreco della rima
Infine… passino le ore!
Sguazzo in una melma piena di bugie
il corpo squamoso non mi protegge,
ruvido all’esterno, ma solo all’esterno…
Penso io, rovinando un’esistenza.
Se fossi una voce sarebbe un’ala,
che spicca il volo, canta solo a metà.
Cado senza peso, perdo l’equilibrio…
Credo io, rovistando l’immondizia.
Un mondo sordo, ma pieno di lamenti
vede il cuor mio rinunciare al tutto
per ritrovarsi solo, però felice…
È dalle ceneri che nasce la Fenice.
Versione tradotta
El sueño
Como un sueño feo
que nunca se termina,
yo vivo su memoria.