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blog di Grisby60

'Na lacrima e er Poeta

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Grisby60

 

Sola sola me ne sto anniscosta

drento la buca all'occhio destro

co' la paura che er Sor Maestro

metta ‘n'antra rima fatta apposta

 

pe' amori dolorosi annati a male.

Ho visto sortì fora cento sorelle

tutte scolate ‘n faccia poverelle ..

‘na tristezza che sa d'anormale.

 

A ‘sto monno vojo vedè er zole

solo si l'omo ride sganasciato

leggenno la felicità tra le parole

 

‘nvece de ricconti a toje er fiato.

Allora me ne resto qui ar riparo ...

sortirò si er fatto nun sarà amaro.

 

In-finito (Elena Franchitti & Grisby)

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Grisby60

                                                                alloro.gif

 

 

 

 

 

 

Fingo assenza
dietro
pugni poggiati sul sonno
e
fredda
pulso istanti di pietra
in lenzuola di silenzio bucate.

 

          Porti distanza

          appesa

          su giorni vissuti fremendo

          e

          distratta

          disegni passi sul mio territorio.

 

Fingi presenza
dietro
carezze accennate
e
falso
violenti la mia dignità
in sogni di maschio arrogante.

 

          Porto certezza

          costretto

          da un corpo che ho avuto

          e

La mia generazione

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Grisby60

 

Ho visto uccidere natura

e non me ne sono accorto.

 

Nelle incertezze di una generazione

cresciuta sulla stampa di ideologie fasulle,

di carta per denaro, di immagini suadenti,

si è perduto il mondo di nostra fanciullezza.

Nei miraggi d'avito perbenismo,

dove Iddio c'era per tutto,

si sono rimescolati il tradimento delle carni,

l'insulto per gli amici, il vilipendio della stirpe.

Nel letto di spose ripudiate abbiamo cresciuto serpi;

nel futuro anche ai figli oggetti di consumo,

come le nostre vesti, come gli assurdi idoli

dei giorni nostri vuoti.

 

Ho visto uccidere le genti

e non ho fatto nulla.

 

C'è stato un grande correre addosso al progresso,

calpestando onore per la bavosa voglia

d'avere più del vicino,

per esser meno poveri soltanto nelle tasche.

C'è stata frenesia stolta a comandare le genti

Mauthausen lager

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Grisby60

 

Campo di terra smossa

di passi lenti ed anime in pianto

crocevia per un lungo viaggio

tirato a sorte da bestie armate.

 

Campo di terra scura

pieno del nero di un fumo infame

colato giù da un cielo annebbiato

da ombre di sangue ceduto al fuoco.

 

Campo di terra fantasma

su cui Caronte non ha avuto approdo

che ad angeli ignari ha dato morte

ed ai sopravvissuti incubi a notte.

 

Campo di terra serrata

da filo spinato a fermar memoria.

 

Notte svestita

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Grisby60

 

Notte nemica

non avrai il mio sonno

ora che il corpo veste solitudine,

non tornerai a cederti in un'alba

prima che nei miei sogni

rinasca il volto amato.

 

Ti farai giorno

mentre nella mia anima

vivrà di disperazione un pianto.

 

Fuggi via

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Grisby60

Vai
prendi l'autostrada del disprezzo.

Vai
portati via i resti dei rammendi
di canti in coro fuori ritmo.

Vai
il casello si allontanerà in fretta,
scomparirà nelle foschie cupe
di un'anima in rivolta.

Vai
obliando quel destino di sconcerto
e tra corsie piene d'altri volti
sbiadiranno ritratti d'uomo e sogni.

Vai
che il tempo si disperde in fretta
e non fa fermate nell'oasi di ristoro,
non si concede tregua nel suo andare.

Vai
prima che l'asfalto si disciolga
in lacrime di gomma e freni la tua corsa.

Amante

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Grisby60

 

Profuma

di mela proibita

questo letto d'amore disfatto

culla d'amanti

tra l'ombre di giorni rubati

riparo al bruciare di voglie

che si fanno fuoco vissuto

dopo notti di sogni sudati.

 

D'amore

è intriso il sapore dei corpi

che tra le pieghe d'un bianco

si scambiano del sesso

quei giochi

nella solitudine spesso provati.

 

Tinge

d'un colore che illumina il buio

il desiderio che fiamma

si avvolge come serpe

per finir la sua preda

e tra le spire

che sono un sol corpo

Eva offre quel sapore di mela

Pe' Sortilegio, co' l'auguri mia

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Grisby60

 

Ecchilo ch'ariva ‘n'antro compleanno,

e fidete, ‘n anno in più nun è disgrazzia

è cosa bbona e de certo nun porta danno

perché ggià a riccontallo è na delizzia.

 

Opri le finestre, daje ‘no sguardo ar zole

e butta l'occhi ar monno che c'è ‘ntorno

‘ndove ogni cosa pare te sia er contorno

de tutto l'affetto c'ognuno de noi te vòle.

 

Sei omo de versi da strizzà er cervello,

senza ritiratte ‘ndietro, spari li penzieri,

nun menzogni e nun cerchi a fatte bello

 

come parecchi che nun so' mai sinceri.

Ecco perché te fò l'augguri li più mejo ..

antri cent'anni co' ‘sto cervello svejo !!

 

Via Cola de Rienzo

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Grisby60

Quann'era l'urtimo de carnevale,
Mamma mia me ricuciva ‘ndosso
le pezze c'avanzaveno dar tajo
de li vestiti de le clienti sue.

 

Me trasformava ‘n meno de mezz'ora
in spadaccino oppure ner pierrot
e lesta lesta me portava a spasso
pe' quella via stracorma de perzone.

 

Era pe' me ‘n ggiorno d'allegria,
de quelli che nun escheno dar còre,
se camminava pe' tutto quer viale
‘n maschera e tirannose coriandoli.

 

Ciò tra le labbra ancora quer sapore
de frappe, bignè e zucchero filato,
cose che aspettavamio tutto l'anno,
sognannole ‘gni notte der creato.

 

Ereno tempi ‘ndove ce se divertiva
co' poco e la voja de stà ‘nzieme
era er pareggio d'ogni differenza ...
nun c'era er ceto a scompijà la festa.

A Ursula Andress

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Grisby60

 

Sei apparsa bagnata di sale

in una sala di fumo e di gente,

nata dal mare

in una nudità di bianco

lievemente nascosta,

fermo immagine continuo

ai miei occhi accecati.

 

Sei apparsa fuggendo l'Olimpo

e nei films dei miei sogni

solo tu hai recitato.

 

Ora ti vedo confusa tra i volti

di uno sconosciuto vivaio

con negli occhi il riflesso

dei petali bianchi

di una distesa di ciclamini.

 

Il tempo ha arato feroce

la tua pelle da incanto

seminando giorni su giorni

di irridente vecchiezza,

incidendo solchi di vita,

ma il riflesso del bianco

nasconde la viltà del vissuto

e riporta il mio tempo

a una sala intrisa di fumo,

ad un sogno venuto dal mare.

 

******************************

Ho incontrato recentemente Ursula in un vivaio a due passi da Roma e ho voluto dedicarle questo pensiero

Violare

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Grisby60

 

Ho violato i vertici del sogno

perduto in nubi di passione.

 

Le mani corrono lievi

in aliti di vento

tra le mie emozioni,

nubi abbracciano la vetta

del desiderio.

 

Scendono in lente onde.

 

Rinasco scosso da fremiti,

mi avvolgo in te e di te

e, come boa affamato,

mi sazio del corpo che si offre.

 

Ho violato le ore della passione

perduto tra sogni e realtà.

 

Lasagne verdi pasticciate

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Grisby60

 

A Forlì m'è so' fermato pe' ‘n'oretta

dato che ne la panza c'era ‘n foro.

Ho cercato La Grotta de Bertinoro

‘ndove me dicheno che t'aspetta

‘na tavolata ricca e sostanziosa

de robba de gusto e delizziosa.

 

Tra li piatti li mejo de Romagna

me so' scrofanato ‘sta lasagna

e ve consijo a tutti de magnalla ...

annate ner forum pe' assaggialla.

************************************ 

Per l'iniziativa del forum "La poesia in cucina"

'A vita

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Grisby60

 

E' ‘n attimo la vita,

core sur filo de'n rasoio

quasi fusse ‘n pelo de la barba;

si nun carichi ‘a lametta

lui sta lì a cresce ‘ndifferenne

e, come l'ore de li ggiorni,

spizzica le guance ...

aspettanno d'esse eliminato.

 

Si, è ‘n attimo stà ar monno

e si bbene nun lo sai vive

‘sto momento che l'occhi t'ariempie

de li colori e de li profumi der cèlo,

te ne parti da la tèra

come ‘n cèco senza mani,

come ‘na caccola sturata

da ‘n naso otturato.

 

‘A vita è er canto de le vene

quanno er sangue le dilata,

è er respiro de li fiori che s'oprono

quanno l'arba li rischiara,

è er soriso de ‘na creatura

appena che fa er primo pianto ...

 

‘A vita è ‘n attimo,

er mejo attimo prima de conosce

er buio.

 

Ci siamo amati

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Grisby60

 

..... ci siamo amati .....

 

come terra che chiede all'aria

l'acqua,

come fiume che cerca tra le zolle

il mare,

come parola che sfonda tra le labbra

e nasce,

come fiore che vive da due piante

e splende.

 

..... ci siamo amati .....

 

sommersi nel cercar piacere,

confusi tra liti anche banali,

diversi eppure uguali nel pensiero,

dispersi tra la voglia d'incontrarci,

unicamente folli.

 

..... ci siamo amati .....

 

è forza del parlare il saperlo dire

anche se il cuore vorrebbe straripare,

lasciare questo corpo,

anche se tutte le mie membra

vorrebbero partire,

anche se questi giorni si bruciano

perplessi

in fondi di bicchiere.

 

...... ci siamo amati .....

 

verbo che mai avrei voluto

rivolgere al passato.

A sera tra i ricordi (Ortensia53 & Grisby)

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Grisby60

 

Filtra soffusa la luce
d'un lampione nell'ovatta
che nebbia pone a veste
a palazzi e vuoti viali.


Nella penombra d'una
stanza amica dove l'occhio
importuno non s'insinua
fisso il soffitto e penso.


Sciolgo dal morso
ricordi che opprimono
la mente, danzando
eccitati al mio cospetto.

 

Chiazze stinte di vita

come foto ingiallite

lente vanno a proiettarsi

nel gioco d'ombre.


Si tengono per mano
in girotondo dolori, gioie,
speranze disattese,
amori inquieti mai obliati.


Allo scoccar del "tocco"
in fila come soldatini
s'acquietano ubbidienti
a rientrar nei ranghi.


Vanno i pensieri compagni
al passo verso il riposo
e la mente ora si ristora
dal tambureggiar del giorno.

 

Cadono poi le palpebre

e il navigar nell'ore andate

come nave giunta in porto

frena in un tranquillo sonno.

 

Amo (da un verso di Alda Merini)

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Grisby60

 

Amo, e Tu sai che l'anima mi è stanca

sconfitta in guerra d'amore contrastato

ultimo fronte dove scavar trincea

forte che non ha più difese.

 

Amo, e Tu sai che il guerriero è stanco

vincitore a volte ed ora è vinto

per questo andar d'amore incerto

che si combatte tra fuochi e pause.

 

Al cuor che ama poco si concede

il guerreggiar intorno a spalti vuoti

in linee che non vanno orizzontali

tra ombre che rispecchiano l'ignoto.

 

Amo, ed anche stanco ancora amo

pur se la mente urla un suo riposo

se di battaglie ha chiuso il sacco.

 

Amo, e vado a rinnovare l'anima.

Dicembre

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Grisby60

 

Ricordi,

la tramontana veniva fredda,

tagliente,

e camminavamo abbracciati

accanto alla riva del Tevere.

La forza del vento

si insinuava in ogni parte di noi,

ci strappava i capelli,

ma i nostri brividi

non conoscevano il freddo.

Luci soffuse

illuminavano il cammino

del giovane amore

che bruciava nel corpo.

Non dimenticare

quella prima sera d'amore.

Il caldo dei nostri minuti

ed il rumore dei passi

sulla ghiaia dei giardini,

le mani ghiacciate

ed il tremore delle gambe,

il volto di un barista

ed una freccia di luce

attraverso la fessura

di un portone.

Ricordi,

era dicembre,

cinque anni fà.

**************

scritta nel 1968

**************

Certezze ed incertezze (Melarea & Grisby)

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Grisby60

 

(da donna a uomo)

*********************

Staziono muta e salda
Coi due piedi ben stretti
Piantati sulla stessa mattonella
A riprova schiacciante
D'una stabilità precostituita
In un dato confine

 

Mi appoggio attonito

All'incostanti pieghe

D'un vento che mi scuote

Le mani a far da ancora

Le vesti a parabrezza

Controcorrente spinto

Ma l'indomita mente
Lungi dall'apparente nuovo conio
Si stacca dalla roccia
Nuota a ritroso e cerca
Il bandolo perduto...

 

Stretto da note costrizioni

Fendo l'aria che avanza

Sospeso tra le evanescenze

Con fronte pronta ai colpi

Vedo aprirsi il cielo tra le nubi

La stanza degli unguenti
Mi riporta al tuo sguardo
Alieno al mio raccogliere

 

Dell'ultimo percorso

Noia

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Grisby60

 

Ah!, che noia;

mi sveglio, sbadiglio,

che noia!

 

Basta, son stanco,

mi muovo, cammino,

che noia!

 

Vorrei, vorrei, vorrei,

che voglio

nemmeno lo so.

 

Vorrei qualcosa di nuovo,

il risveglio

da tanto riposo.

 

In attesa

che mi venga la voglia,

ripeto, sbadigliando,

che noia!

Li profumi de 'na vorta (Scritta con l'amica Daniela Moreschini)

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Grisby60

 

Te li ricordi li profumi

de quanno eravamio regazzini?

 

Passava l'olivaro cor caretto,

‘n cartoccio d'olive

e de fusaie, du cozze fresche,

dieci lire e annavi via

corenno spenzierato.

 

Er profumo de le callaroste

te lo ricordi ancora?

Nun era ‘nverno

si nun le magnavamio.

 

L'arotino e l'ombrellaro?

E noi a scola cor zinalino azuro,

co' la cartella de cartone

piena de speranze.

 

Io la bambola de pezza

e te er fucile de legno,

‘na bicicletta ‘n sette

 e er monopattino fatto

co' li legni, de straforo.

 

Er latte sempre ar fresco

fora de le fineste

cor rischio che lo fregassero

li gatti der quartiere.

 

Noi regazzi giocavamio

a rubasse er fazzoletto,

a tre tre giù giù ...

e voi co' la campana

fatta cor gesso pe' le strade.