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Blog di poesia AltraMusa, piccolo salotto letterario. Poesie, racconti, haiku, biografie, ebook da leggere on line. Iscrizione gratuita.
L'immensa distesa mi desta
la voglia di andare lontano,
in cerca di ciò che ho sognato,
che ho chiesto alla vita ma invano.
Potessi spiegare le ali
e tosto spiccare il mio salto,
lasciare alle spalle il presente,
librarmi nel cielo più alto.
Di là, aguzzando la vista,
su terre remote cercare
un posto ove i sogni d'un tempo
si possano ancora avverare.
E' un gioco fra l'astro lucente
e il pelago in tenebre avvolto:
quel raggio che l'acqua rischiara
è un dono a un amico rivolto.
Che sia un'intesa segreta,
che alberghino dei sentimenti,
come fra gli esseri umani,
in altri creati elementi?
Stille di sentimenti
imperlano i miei occhi,
scavano solchi sul viso,
scendono lunghe e piovono
su questo foglio vuoto.
Lacrima il mio pensiero,
piange il ricordo
di un passato lontano
che più non può tornare,
di quel che avevo in mano
e distratto lasciai cadere,
di ciò che allora colsi
ed incosciente sciupai.
Levati in volo, poeta,
agita forte le ali della fantasia
e portati in alto,
dove non giunga il rantolo
di questa umanità morente,
il fragore delle armi,
la disperazione degli oppressi.
Allontana dallo sguardo
le brutture di un mondo
contaminato e contorto.
Immergiti nell'argento lunare
e fatti specchio per riflettere
su questa derelitta terra
un raggio rubato al sole
che illumini le menti
e sia speranza d'un futuro migliore.
Eleva, ispirato aedo,
un canto di pace che come neve
scenda ad ammantare le valli
ed addolcire i cuori.
Celebra la Natura,
che pur maltrattata e stanca,
ogni giorno si veste di bellezza
per far felice l'uomo
ingrato e brutale.
Soave brezza che vieni a mitigare
di questa strana estate la calura,
quanti profumi da lontano rechi
che sopiti ricordi vanno a destare:
pungenti aromi di antiche erbe,
fragranze di salsedine e di scogli,
stimoli a rimembrare, ad evocare
i volti cari di persone amate,
le sane gioie della gioventù;
porti colori di campagne in fiore,
le corse sopra i prati a perdifiato
del ragazzo che fui e non sono più.
Sorridi,
ché nulla al mondo eguaglia il tuo sorriso.
Gioisci,
oggi, domani, finché esistenza dura.
Sprigiona
la viva luce degli occhioni azzurri,
che evoca ineffabili visioni
di cieli tersi e pelaghi sereni.
Accetta
che amore resti al centro di tua vita.
Sia fiamma
la passione tua verso di me.
Mentre vago nel parco all'imbrunire,
con l'occhio perso dietro i miei pensieri,
correndo mi si accosta un bel bambino,
tutto felice, le braccine aperte,
e con grazia alzandosi sui piedi
mi mette in mano un rosso palloncino.
Con quel gesto innocente e generoso
egli vuole che giochi pure io
e che mi lasci andare spensierato
ai trastulli d'un tempo assai lontano,
quando con niente ci si divertiva
a correre sull'erba a perdifiato.
Che voglia d'accettare quell'invito,
di lasciare ogni cruccio e scorrazzare
fra gli alberi facendo il nascondino
o imitando il verso degli uccelli
e ridere e strillare a squarciagola,
saltando a piedi uniti ogni gradino.
Ma all'improvviso suona una sirena
che indica già l'ora di chiusura;
è tardi ormai per pensare al gioco
e neppure domani sarà data
la gioia di rivivere un passato
che ancora brucia dentro come un fuoco.
Amare te è una favola
vissuta nel reale,
un dolce sogno, un'estasi,
un fuoco che m'assale.
Negli occhi tuoi specchiandomi,
scopro tanta poesia,
celestiale musica,
dolcezza ed armonia.
Il tuo sorriso ammalia,
contagia e spande luce,
la voce è carezzevole,
sensuale e mi seduce.
Stare con te è fantastico,
in te ho il mio tesoro,
starò sempre a proteggerti,
mio bel caschetto d'oro.
La pelle arsa di sole e di salsedine,
t'avventuri sull'acqua o pescatore,
ferma la mano sul timone e fissi
l'orizzonte con l'occhio scrutatore.
Esposto ad intemperie, a notte infida,
lontano dalla terra in sonno avvolta,
tu oscuro eroe affronti ogni periglio
e speranzoso segui la tua rotta.
Ti sbalza l'onda, fischia forte il vento,
senti sul volto lo schiaffo del mare,
ma impavido ora getti le tue reti,
trovi la forza pure di cantare.
Che la fortuna premii il tuo coraggio
e soddisfatto possa rientrare
al tuo porto, in mezzo alla tua gente,
nel caldo d'una casa a riposare.
Nutrire sogni è vivere,
cullare nella mente
idee che ci soggiogano
e che non costan niente;
perdersi a vagheggiare,
sempre guardando avanti,
miraggi inverosimili,
progetti strabilianti
è sferza per lo spirito
e ci mantiene in vita,
rendendo più eccitante
la nostra breve gita.
Se i sogni non s'avverano,
bisogna aver costanza:
é già sostegno e stimolo
la semplice speranza.
Odo fischiare forte il vento,
un suono inquietante, prolungato,
come di cento zufoli soffiati
da bocche poderose impazzite.
Rievoca ululati lontani e sinistri
di fameliche fiere dentro il bosco,
fra alberi spettinati e stanchi.
Tutto è in balia del vortice
che ogni cosa solleva e trascina:
al suo passaggio ogni fronda
timorosa e paziente s'inchina.
Potesse questa potente furia
finalmente spazzare dalla mente
quest' arida e cupa tristezza
e diradar nel cielo le nere nuvole
dei miei cupi pensieri,
così che il mio ritaglio
di luminoso azzurro
sorrida agli occhi miei
e mi dia pace.
Alma natura, pura energia cosciente
cui tutto l'esistente si rapporta,
madre amorosa che nulla chiedi in cambio
e tutto doni feconda e generosa,
bellezza ti connota, forza e potenza,
crei, trasformi, rigeneri ogni cosa.
In un disegno di mani sapienti,
ogni elemento in te unità trova,
luce, colori, caldo, freddo, suoni
sono intrecciati da nesso profondo,
forze diverse e regole perfette
tengono in equilibrio tutto il mondo.
E questa umanità che ha il privilegio
fra l'altre creature di pensare,
cosa si studia come ricompensa
per tanti doni che le vengon dati?
Sconvolgere le leggi e l'ambiente,
distruggere da veri dissennati.
Fedele merlo che timidamente
saltellando sul fresco prato vieni,
t'appressi a me scrutandomi curioso,
gaio compagno di giornate vuote;
frughi fra l'erba, poi, tutto d'un tratto,
a posare ti vai sul grande abete
e fischi spensierato e soddisfatto.
Mentre assorto ti ascolto, mi domando
a chi diretta sia la melodia,
se alla compagna che lontana ascolta
o se tu grato inneggi alla Natura,
che un essere felice di te ha fatto,
senza l'angustia di miserie umane,
dandoti ali per volare alto.
Libero sei, esprimi la fortuna
d'essere sciolto da lacci e catene,
padrone ognora di levare un canto
o spiccare il tuo volo, senza cura
di chiederti ogni giorno con affanno
cosa riservi l'incerto futuro,
pago d'essere al mondo qualche anno.
Nel mio vuoto autunno,
ad una ad una vedo cadere
le foglie dei miei sogni
e spogli rami spettrali
come braccia imploranti
si protendono al cielo
a chiedere perché,
ad implorare pietà.
Avessi ancora il tempo
di inventarmi un destino,
di librarmi nel cielo infinito
per guardare lontano
e cercare palpiti antichi,
emozioni smarrite,
stimoli vecchi e nuovi
che danno senso alla vita.
Strade percorse verso il nulla,
letto di fiume che mi consegni al mare
ad abbracciare l'incerto.
Chi fermerà la mia corsa
incontro al baratro,
quali braccia troverò protese
a rallentare la mia caduta ?
Intanto fischia il vento
alle mie spalle
e mi spinge in avanti
inesorabile il tempo.