Blog di poesia AltraMusa, piccolo salotto letterario. Poesie, racconti, haiku, biografie, ebook da leggere on line. Iscrizione gratuita.


blog di sortilegio

Dentro il mondo dei sogni

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sortilegio

Capita che un pomeriggio ti rimetti a dormire, cosa che non ti succede da anni, succede.
Così finisce che ritrovi la strada e la porta dietro cui c'è il mondo dei mondi.
I colori sono vivi con prevalenza di verdi e in quel mondo ritrovi lei e la fontana dei pesci che saltano.
Sono quei sogni che dimentichi sempre di avere sognato, ma a volte accade di  ricordarli.
Ritrovo il prato dove seduto scrissi la storia del sole dimenticato, la panchina dove narai del comandante carta, il ponte dove scrissi le avventure di Nadir.
Accarezzo il fiore dei mille profumi e guardo le montagne dei ragazzi drogati, soffiando, si soffiando.
Ci sono molti bambini che giocano a pallone, anche bambine perchè in quel mondo ognuno può fare quello che vuole, persino giocare a pallone.
Questo è il sogno dei sogni, il luogo segreto dove scrivo le mie favole e qualcuno mi sorride e mi prende per mano.
Prima o poi dobbiamo andare sulla collina dei ragazzi drogati e portare una favola da quelle parti, prima o poi, magari ora. 

Quattro chicci d'uva

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sortilegio

Caddero i quatro chicchi
dalla vigna del cielo
caddero lenti come un velo.
***
Il primo sul seno di una sirena
gli diede le gambe
mentre nuotava nel fiume Reno
***
Il secondo sulla bocca
di una ballerina di terza fila
mentre stava per lanciarsi da una rocca.
***
Il terzo tra i capelli di una puttana
che non per scelta
ma perchè era  molto strana
***
Il quarto chicco rotolò via
tra i tavoli di una trattoria
mentre una zingara piangeva.
***
Una zingara rumena
che a nessuno poi faceva pena
perchè era l'ultima figlia della notte.
***
Alzò il mento dritto al cielo
con un bambino stretto al seno
succhiando il chicco prese il suo treno
***
In un giorno di novembre
il quarto chicco
sotto l'altare di una madonna gitana
mentre allattava in mezzo ad un crocicchio

Ragazzi sul muretto

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sortilegio

Ragazzi sul muretto
a parlare delle stelle antiche
a sorseggiare coca cola
a guardare gambe e ortiche
sul muretto della casa rossa.
***
Lei non c'era
si era persa
***
Ragazzi sul muretto
ondeggianti come dune al vento
ma lei non c'era
si era già imbarcata
sulla nave dalle vele bianche

Giannizzeri all'opera

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sortilegio

Vapori di sigaro toscano
odori di alabarde e fagioli
il terzo posto da destra per la duchessa.
***
Il celibato non è gran cosa
Selim hai corde di spugna morbida.
***
La duchessa morde il seno di nascosto
sotto la coltre morbida del tendaggio
mentre i musicanti musicano musiche slave.
***
Il sufj ha dettato regole e peccati
e nelle poltrone rosse
stivali di sterco e fango pieni.
***
La duchessa guarda quello che non ricorda
mentre gli applausi sommergono il loggione
ed sua figlia è un'anarchica di stagione
ha un marito eunuco e un beoluk per amante
ma sua madre non lo sai
***
Alla fine nessuno sa di chi fosse
il fazzoletto pieno di profumo
lasciato sul palco da un trombettiere
di ventura
si di ventura

A volte la notte è un sorbetto al limone

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sortilegio

Tredici sono i passi
sino al cassonetto della immondizia
e un gatto sbarra la strada
all'alcolizzato di turno.
***
Ma al decimo passo,
Aurora perde il tacco
nel tombino color nocciola.
***
A volte la notte è un sorbetto al limone
e quell'ubriaco è proprio suo padre
e lei non ha il coraggio
di dirgli chi è.
***
Bianco il suo vestito,
come quel sorbetto al limone
ubriaco di un amore per un padre perduto,
mentre la notte è invasa
da siringhe straniere
e zanzare di dubbia morale.
***
A volte la notte
gocciola ghiaccio sul petto,
mentre il volto di Lenin troneggia
da una vecchia sezione
con la porta di legno,
ma Aurora è andata via

Bosque de los Asuentes

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sortilegio

Non mi tieni gli occhi
nemmeno le mani
sulle foglie degli alberi
solo gocce di pianto
***
Non mi tieni gli occhi
nemmeno le mani
riposi tra le veglie
di un giorno di morte
***
E sono olivi
a gocciolare i frutti
e sono cipressi
a pregare la memoria
***
Il giorno del ricordo
Madrid in silenzio
gli assassini hanno sangue
sotto le dita spaccate.
***
Non mi tieni gli occhi
nemmeno le mani
nel giorno di marzo
solchi di nebbia

Che abbiamo fatto dei nostri anni?

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sortilegio

Appesi ad uno sputo sul soffitto
con gli occhi persi nella foto del Che
che è stato dei nostri sogni?
***
Ed era ottobre
con i volantini sotto il braccio
e gli occhi delle ragazze
persi tra Dylan e De Gregori
***
Che abbiamo fatto dei nostri amori
sporgenti sul balcone
proteso sull'oceano dei nostri figli
viziati e coccolati?
come non siamo mai stati
come non siamo mai stati
***
Cosa è stato della fantasia al potere
delle nostre certezze
del nostro disperato modo d'amare
senza curarci del domani
senza pensare alle ali di gabbiani improbabili
troppo grassi per respirare?
***
In un giorno di pioggia
ci siamo svegliati in un letto disfatto
con le borse sotto gli occhi
e le mani incapaci di fare magie
ma non importa
ci abbiamo provato
a cambiare il cielo sopra di noi

L'albero delle teste mozzate

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sortilegio

Era notte sulla via di Damasco
ma nessuno spirito errante
visionò il mio sapere
solo un cammello orbo
che sputava sulle gambe
delle meretrici.
***
La luna si piegò sino a terra
e la sua punta
toccò i capelli di Alice.
***
Il cedro era sul bordo
di una strada impolverata
e le teste mozzate urlavano
in ricordo dei loro peccati.
***
La luna baciò la sua bocca
e Alice urlò il suo nome
tra le sabbie fumose.
***
Io ero l'ultimo guerriero
e piansi in ginocchio
sotto le urla dei peccatori
e una luna filamentosa
mi diede la mano di Alice
mentre le teste mozzate
cantavano del dolore e della morte
***
Non c'erano innocenti
sulla via di Damasco
il giorno in cui Alice
baciò la luna
il giorno in cui Alice
mi regalò
il suo nome
 

Anarchici allo stadio del ghiaccio

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sortilegio

Bandiere e stendardi
Alleghe in festa
l'ultimo sermone
di un prete mandato in missione.
***
Gli occhi di Titty
persi nel lago
con il suo gelato al limone
che gocciola sul vestito di seta.
***
Il suo uomo ha una tuta
con la scritta delle gru
sorseggia una coca
nello stadio lavato.
***
La foto di Bresci
sulla maglietta di lei
e la sua voglia di fragola
sul bordo del sedere.
***
Ed Alleghe trema
sulla strada per Agordo
mentre i partigiani
sfilano sulla rotta di un Dio
che non ha catene
ma amore dentro le vene

Il sei ottobre 1960

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Il sei di ott0bre del 1960 in una scuola elementare di Pescara, ultimo banco in fondo a sinistra, un bambino compiva sei anni.
Nel 1960 passava il bidello a riempire i calamai, gli ultimi calamai di quel tempo.
C'erano i pennini con la torre eifel e ci si faceva la collezione.
Quel bambino si sporcava sempre, era un macello quel bambino a volte triste, già era triste quel bambiino e non gli piaceva nemmeno molto d'andare a scuola.
Un giorno si fece pure la pipì addosso e il rivolo di quella urina usciva dalla sedia.
Era timido quel bambino alto e magro, tanto timido.
Non aveva molti amici, anzi forse a 6 anni proprio nessuno.
Sono passati 48 anni da allora, oggi quel bambino magro pesa 79 kili ed è alto 185 cm, ha perso molti capelli e la sua timidezza è finita dentro un pozzo.
Gli anni sono volati via davvero in poco tempo.
I miei figli non sono mai stati soli e spero non abbiano mai provato quello che ho provato io, almeno ci ho provato.

Adua dei fossati

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sortilegio

 

Ha il viso sporco di sugo
Adua dei fossati
in via delle baracche
tra zanzare claudicanti
e topi indisposti
riesce a sorridere anche
se ha quattro denti.
***
Tre figli per le strade
un amore senza sale
ha imparato molto presto
che il sesso è un dovere
ma di certo quasi mai un piacere.
***
C’è chi nasce professore
chi si adatta al mestiere
di puttana o bucaniere
di puttana o bucaniere
***
Adua dei fossati
vicino al fiume Aniene
orfana di padre
più che altro a non sapere
se fosse ladro
o doganiere
se fosse ladro
o doganiere
***
della madre si sa tutto
capelli unti e cosce grandi
si vendeva con o senza guanti
a due passi dal raccordo
con un cane mezzo sordo
con un cane messo sordo
***
Adua dei fossati
non prega dio
non ama i fiori
però per me è un poeta

Elefanti in bicicletta

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Elefanti in bicicletta
e le fontane di piazza Sacro Cuore
con i pesci rossi
e le campane di Mozart.
***
Tremolii di venti
e proboscidi unte
di olio di semi di girasole
***
Gli zingari alla stazione
con i loro carretti
e l'urina dei cavalli
alla stazione vecchia.
***
Fumi psichedelici
a Pescara tra poliziotti al corteo
con gli idranti puntati
sui nostri sogni.
***
Trecce lunghe
elastico sui libri
quelli del liceo classico
a spostare i loro culi
elasticizzati.
***
Elefanti in bicicletta
e la scimmia drogata
di Ho Chi Min
con la tromba sotto l'ascella.
***
Trecce lunghe dammi un bacio
e poi corriamo sulla sabbia
prima che si faccia
giorno
prima che si faccia
giorno

L'uomo di cartone

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sortilegio

Evitava la pioggia
l'uomo di cartone
e calpestava le aiuole
per inseguire i cani,
ma solo la domenica
dopo la messa.
***
Aveva un buon lavoro,
per quanto alle volte
si chiedeva chi fosse allo specchio,
ma il suo direttore
sapeva sempre sbagliare il suo nome.
***
Amava cantare Battisti,
ma dell'amore per la sua donna
non trovava mai traccia nelle canzoni.
***
Lo trovarono appeso al soffitto
che ancora respirava
e per tirarlo giù gli strapparono le gambe
e non trovarono la colla
il supermercato era chiuso
quel giorno.

Il cielo era pieno di tacchini

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sortilegio

Il cielo era pieno di tacchini
che avrebbero fatto la gioia di Guccini
facevano strane capriole
ma una era una gallina
capitata per caso in quel cielo.
***
Il loro vociare sconclusionato
m'impendiva la lettura di Dostojevski
e la mia cultura ne risentiva
***
Poi lei arrivò in bicicletta
e lo stormo si decise ad atterrare
il cielo di Malpensa si fece terso
e un brivido mi prese il fondo schiena
***
E la gallina mi disse
che era li per caso
e la gallina era amica di Joyce
disse che era originaria di Dublino
***
Lei era bella in bicicletta
ma era già l'ora di tornare

Il giorno del suo onomastico

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Seduta a bar di Lodi
le gambe accavallate,
gli stivali bassi,
nel giorno del suo onomastico,
con una musica tribale
e un colorito di prugne
mature sulle labbra.
***
Se avesse avuto i capelli lunghi,
come nel tempo delle stelle
e degli ak47
l'avrebbe potuto amare.
***
La gonna greca
con le rune
disegnava le sue voglie,
un succo acido
al punto giusto
quello in cui l'amore cambia
e si confonde
scivolava dentro la sua gola
come vino novello
***
Il giorno del suo onomastico
a Lodi,
spegneva con il tacco
un acino di cuore andato a male
senza provar rimorso.

La donna del Gianicolo

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Il sole è il burattinaio matto
con Pulcinella che le prende
e con le briciole un gatto
gioca e si ingarbuglia,
spiando un vecchio eunuco
dietro le tende.
***
Colpi di cannone
il Papa ha fatto colazione
e lei controlla l'orlo della sua gonna
per non mostrare troppa cellulite
all'ebete di turno.
***
Un cannocchiale puntato
rasente al muro il detenuto alza il tiro
tre dita al cielo il terrorista assassino
fuma e si confonde.
***
Intanto picchiano uno dalla nera pelle
in questa Roma piena di unicorni
a teste rase
vuote e piene di pattume
da Regina Coeli
a piazza Venezia
sempre gli stessi.
***
La donna del Gianicolo
ha una pistola con 5 colpi
cosce grandi
occhi arancioni
e beve, beve tanto
odore che è un tanfo
nella gola, negli occhi
***
Pulcinella ride salta
balza
suo figlio succhia zucchero filato
mentre la gente
si sente forte
e urla all'untore ed al salvatore
e spinge un'altro forestiero

Pillolina di via delle Lumache

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sortilegio

E' bella Pillolina di via delle Lumache
giochiamo nel cortile e ci prendiamo in giro
lei dice sempre che è più alta di me
ed io, ed io la vorrei baciare.
***
Fugge e si nasconde Pillolina,
le ginocchia sbucciate e un padre
un padre con i carboni agli occhi
ed un fucile per sparare alle cicale.
***
Ha mal di macchina Pillolina
e mi prende le mani quando piange
mi racconta di suo fratello e di suo padre
mentre il sole scuce i bordi della sua veste
e la sua bicicletta attende un altro volo.
***
Suo fratello mi guarda storto
ma è buono come il pane
ma io Pillolina la vorrei baciare
dice che è più alta di me
ma solo se mette i tacchi
solo se li mette.
***
Strana cosa è la vita
comprime le pagine del tempo
le sposta
le violenta
le scompone
***
Pillolina ora è una donna
corre sulla sabbia con le sue figlie
ha ancora le mani sulle nuvole
e il sorriso di una bambina
ma ancora, ancora non mi bacia
ma sorride
si alza sulle punte

Pigne pinoli e pugni sul muro

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Il parco delle arance
era di pigne pieno
piccole gocce di rugiada
sulla gambe della stracciona.
***
Pugni sul muro
del drogato che mangiava limone
e pinoli
e pinoli
schiacciandosi un dito
e impregando
alla bella stagione
che per lui non sarebbe arrivata.
***
Un bambino
pigliava le pigne
cercava i pinoli
toglieva i pugni
sul muro
per farlo sorridere
e lui
lui aveva occhi azzurri
e quando si voltò...
***

Pigne, pugni, pinoli
la cupola di San Pietro
le arance sgualcite
sulle gambe della stracciona
ed il drogato
sdraiato mezzo addormentato
sulle sue gambe
e quel bambino
quel bambino
se fosse stato uno scultore
se fosse stato
uno scultore...
***
La basilica era piena di gente
qualcuno gridava al miracolo
qualcuno allo scandalo
ma nella navata
la statua era viva
la statua era viva
e da quella pietà
cadde un pinolo
cadde
solo un pinolo

Il vento portava foglie

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sortilegio

Il vento portava foglie
e profumi di castagne

i canadesi bevevano whisky
e cantavano sotto le bombe.
***
Mafalda portava messaggi
con la bicicletta
la sua gonna lunga di tela
e i calzini sporchi di fango.
***
Le belve dalle croci uncinate
rovesciavano il sangue
di mille innocenti
sotto la scogliera
il mare d'Ortona
cantava la nenia
degli amori perduti.
***
Avrei fatto venti anni a novembre
non sono poi tanti
e Mafalda mi avrebbe dato anche un figlio
se solo non fossi partito.
***
I candesi ridevano del freddo
e delle nostre brigate
quando caddi senza un lamento
con la mia divisa
della brigata Maiella.
***
Mafalda chiuse i miei occhi
con le sue labbra
mentre il vento portava le foglie
mentre il vento odorava di castagne

Evanescente figura

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sortilegio

Evanescente figura
sollevata sulle pozzanghere
incorporea e sensuale
diafana e inconsistente.
***
Figura di donna
che non si specchia nella vetrina,
mentre una commessa
sistema l'abito della nera signora.
***
Un rumore lontano,
Ringo che suona la sua batteria,
il mio bavero alzato
e Liverpool che abbandona gli amori;
George aveva ragione a dubitare di lei.
***
Fantasma di donna
tra pozzanghere e poliziotti
senza chitarre,
nebbia di donna,
nebbia di un amore
sparato da un revolver