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Blog di poesia AltraMusa, piccolo salotto letterario. Poesie, racconti, haiku, biografie, ebook da leggere on line. Iscrizione gratuita.

Se soltanto valesse la pena aspettare
tesoro piccolo che ora non sente
tenero cuore che ora non vede
Sto sanguinando
non mi occupo di niente
non mi preoccupo
se c’ è un posto migliore
non desidero andare
come una pietra cado nei tuoi occhi
in profondità … in un certo mistero
in profondità … in quel mistero
Getto una pietra e guardo l'ondulazione fluire
tutte le parole mi stanno abbandonando
ancora non può comporre la mia mente
le memorie di ieri
Il mio sonno rotto non sarà mai lo stesso
sto apprendendo soltanto ora
ed aspettando ancora
C’ è tristezza nella mia mente … giusta
pensieri che parcheggiano nel cuore … giusti
tutto sta andando come deve andare … giusto
mi sto’ trasformando in quello
che desidera vivere?
A tratti … il giusto.

Che cosa è la fine?
La fine è dove iniziare
Un giorno può finire
nella sventura
oppure hai gli occhi perduti
ad aspettare un domani
ma se non lo vedi
...è questa la fine...
...attendere.

In certe ore
noi smemorati
domandiamo al giorno in collera
che cosa resta
che cosa possiamo mostrare
che non muoia la sera
Sono resti
di giorni strani
ornati da lampi
e da inverni da scordare
Poi ci si dice addio
senza disagio
con profumi di tristezza
tra le mani socchiuse
... ignorando
questo bacio amaro
dell’amore ...
In certe ore
noi smemorati
domandiamo ai giorni stanchi
che cosa resta
che non muoia stasera.

Se un giorno ti svegliassi
e ti accorgessi del vuoto
che hai nel cuore
non aspettarti di trovarmi all’angolo
dove mi hai visto la prima volta
Stai pensando, forse, di tornare
ma io sono in movimento
in continuo girovagare
ho scritto parole su un cartone
e il mio cuore
giace in un sacco a pelo
Sento finalmente
l’odore delle notti
quelle notti
che io ricordo bene
d’aver vissuto interamente solo
Se un giorno ti svegliassi
e ti accorgessi che ti manca
la mia poesia
non aspettarti di trovare
tra le pieghe gialle dei miei pensieri
l’orribile scia delle lacrime
quello spergiuro aroma dell’amore
Dei sogni non hai più la magia
nè brividi caldi
il paesaggio dei tuoi occhi.
Se un giorno ti svegliassi
e ti accorgessi di amarmi ancora
non aspettare
che io ti dia la mia vita
in cambio di niente.

Abbiamo pianto insieme
la solitudine
in cui affondò la notte.
La libertà
era solo un allucinazione
fù riempire le giornate
con nuvole nere
tra casse di rimpianti
tra i nostri sguardi chiusi.
Nello stesso istante,
nel bel mezzo di un esilio,
tra due strani destini,
nella poesia che eri stata,
c’era il mio passatempo
occhi bendati
a nascondere il delirio
qualche sciocca follia.
Riconosco ora
ciò che è assente
sono orfano di luce
non mi bastano più gli occhi
non temo l’ombra del silenzio
non mi manca la notte.
Questo mondo non è in attesa
attualmente ci sta passando sopra
anzi no ... ci sta schiacciando.

Ora noi …
che cosa siamo
presto suonerà
l’ultimo pentimento
I giorni mormorano
io guardo oltre le parole
compongo vite immaginarie
amori a lungo sognati
evaporando affanni
sprigionando uragani
trascinando massi fantasma.
Ora noi …
… io attendo
noi … più non c’è
ma esistono quegli occhi
ora io …
li ho visti …
ancora no …
ancora non …
mi rassegno a spegnerli.


L’ amore usai
non avendo altra arma,
e le parole
non furono altro
che anime assenti.
Il cuore
strinse speranze
notò le assenze,
cadde in tragiche alleanze
Per l’ultima volta …
passò vicino al tuo cuore
… per l'ultima volta
senza chiederti niente.
(Selezione audiopoesie)

Al cuore ho detto
di non tacere,
voglio ricordare
questo amore patetico
dolce e casto veleno
questo rumore
che muore nel vento
questo uragano
che l’ albero sradica
questa triste canzone
dal pensiero unico
Oggi parlo
aspettatevi lunghi discorsi
coraggio non sarà
nemmeno sortilegi
saranno passi
l’ uno sull’ altro
su nuvole di ricordi
su selciati di speranze.
Scrivo quello che provo
senza più morire per questo.

Questo tuo cuore rumoroso
era un paesaggio
agli occhi di un cieco
dove la solitudine mi insegnò
qual era la via del dolore
come una poesia senza parole
veleno che mi rubò la vita.
Al diavolo questo mio tormento
e al diavolo queste mie poesie
voialtri decidetevi
a non ascoltarmi più.

Il giorno che ti ho vista
eri triste da morire
e una immensa pietà
si posò sul mio cuore
Tutto avevi dato al sole
bella della notte
fiori negli occhi
speranze che volavano lontano
un mostro che ti teneva prigioniera
E tu bevevi
quell’ acqua di fuoco
che bruciava il ventre
come la tua vita .......
Eri triste da morire
come se non dovessi
mai più essere amata
spiavi la vita........
mia povera amica
sperando di spaventare
quegli antichi fantasmi
aspettando il passo
di chi non viene più.
Che vergognosa malattia
questo amore che passa
si perde tra le labbra rosse
ed i capelli d’oro
tra un cielo ostile
e il freddo della notte
Nessuno conosce
Il tuo cuore prigioniero
quella rosa ingenua
che non hanno amato mai.
Spesso mi volgo indietro
e non vorrei più
vederti li’
vorrei amarti tanto
da strapparti le corde

Ci sarà qualcuno
per destino
come un tempo
tra le vuote vie
solo come me
mi parlerà d’amore
io lo ascolterò
L’inverno viene
terre addormentate troverà
mi parlerà di lontane primavere
di molti anni cancellati
passati più rapidi
di un soffio
Ci sarà qualcuno
al di là dei miei occhi
vedrà
pensieri dolci e tristi
Si chiederà
se c’è ancora vita
tra le malinconiche rovine
tra le mie parole silenziose
forte griderà
perché io lo senta
Non importa
se l’amore è sceso in una grotta
l’occhio mio fissa
ancora il cielo azzurro
ti ascolto ....... parla
le tue parole forti
mi ridesteranno
Non importa
se il mio sole è sceso oltre l’infinito
se ogni ramo dell’anima bruciò
io lo sento
ci sarà qualcuno
…… mi parlerà d’amore
…….. io lo ascolterò.

Trincee di silenzi
attesero ........
mi chinai sui resti
di quanto avevamo condiviso
fù cosi' che ...........
giorno per giorno
i miei pensieri
furono condannati.
Questa sera è cosi'
sto' ricordando
un amore perduto
una memoria
che non cede un passo
giorni che non tornano
tempi che trapassano
tanto lei non torna
io dovrò bruciare i giorni.
S’ incontrano tutti
i colori all’ orizzonte
s’ incontreranno anche
le nostre anime
il mio cuore
ti verrà incontro
tu distratta
....... senza parole
più non mi ricorderai.

Spero di finire
dove spesso
con la memoria torno
fuggendo
la pietà
del freddo cuore
quel dolce errore
che scrisse
con un diamante
le fredde parole
Ogni pensiero è aperto
ai duri passi
di me non ti accorgi
se son stanco
se mille volte muoio
o se mille volte nasco.

Il sole uccide
i fiori e l’ erba
io sono dove
vince il ghiaccio e la neve
che a volte taglia
come un cristallo
questi pensieri
che nascono dal dolore
Che pensi?
Avrò mai pace?
So che il cuore tuo tace
vuol fuggire
da chi non può morire.
Non importa se di notte
noi uomini …… a volte soli
ci raccontiamo ……
anche se ……
non ci sono più gli anni
né parole umane.
Non importa se la notte
è attraversata
da passanti spenti
che fingono di amarsi
persone che passano
tra muraglie di gente distratta
come pietre che di notte
uccidono senza rumore.
Cosa accade di notte
…… in certe notti
lo sa' solo il vecchio
stanco della vita
o forse solo stanco delle memorie
seduto ad una grande finestra
in sguardi lontani si perde
e da un punto lontano
non leva più gli occhi.
Non importa se la notte
noi uomini
a volte soli
seguiamo ombre per strada
e per un istante
non siamo più soli.
Posseggo il tempo
lo posseggo …..
lo tormento
ma il tempo non si commuove
Quale memoria avrò?
Sono un figlio perso
un amante lontano
un amico partito
un riflesso che passa
sono un demonio
lotto col fuoco
e l’ orrore della fine
Devo chiudere dentro
ogni dolore che verrà
incontrerò pericoli
la mia anima lo sà
ma non c’ è via d’ uscita
la vita è cosi.
Un Signore
ha chiuso gli occhi
guardando il tuo cuore di sasso
non mi attendevo niente
quindi non perdevo niente
ora non prego più
sono quel figlio perso
Avevo preparato la mia pace
adesso perché ti penso?

Ora lo sai anche tu
sono stato quel vuoto
quell’ elemento
che non faceva rumore
guardavo questo mondo residuo
volevo esistere
Sulle anime rovina
caverne di solitudini
maledetto chi ci condusse
per vie stanche
d’odio e d’amore
per vie dure
di pietra e cemento
Dunque tra poco
la bocca senza parole
guarderà dai vetri
fanali lontani
fiaccole infinite
conoscerò il riposo dei campi
la quiete e le tenere ragioni
di questo addio
Mi risveglio
ed è una notte d’inverno
il tuo libro
è caduto nella brace
altre parole distrutte per sempre
poi siamo morti anche noi
Sappiamo che da qui
non possiamo tornare
né il mio pianto
né il tuo
si incontreranno mai più.
Cosi' ho vissuto
dopo aver scardinato
scomposto
porte d’indifferenza
tra baci notturni
tra vapori d’innocenza
Ho la condanna del pittore
ritrae con traccia incerta
stupidi mortali
anime appassite
angeli spiegazzati
dove il mondo
lo puoi vedere a rovescio
Io ricordo giorni neri
spietati inverni
eppure
come imprudente viaggiatore
ero stregato dalla vita
colpito da frecce
di volontà
Ho la sagoma dell’attore
spio l’esistenza
sono l’eroe e il bandito
manichino sonnambulo
l’ubriaco dai passi incerti
Cosi ho vissuto
in questa vita carcassa
pittore
con sciami di sogni
da colorare
attore
che vive un giorno
e cent’altri muore.