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GREGGE

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Poesia / racconti di michael santhers

Pascolavano soavi e sonnecchianti greggi
e ogni tanto qualche pecora vanitosa
ruminante dismetteva il guercio
si specchiava in altri occhi allerti
per rimirare la sua lana dorata al sole
e ultimava il suo maquillage strofinando
il collo su albero unto da imitazioni
-Tal gesto sintomo di addatto
rasserenava pastorelli con volti brecciati
da brufoli essiccati,sindone d'ormoni
in altro impiego sostegno a irti capelli
intenti al responso per un amore
nello sfoglio di margherite e al si innescavano
sorrisi fenestrati da carie,indizio a dolci rubati
a una nonna cavia consapevole
-Folli artisti dissidenti i cani con code a martello
inchiodavano mosche,farfalle e grilli
per un mosaico ingraziante al tempo
che nel rumore di tosse e raucedine
di ruscelli sembrava avere la sua voce
impreziosita da raganelle
-Quando il tramonto vittorioso
al tiro alla fune col giorno si rovesciava
sulla collina,fremito di piedi al ritorno
al raccoglimento di animali e bimbi
a plasmare il proprio IO alla fantasia,
spedire una lettera segreta di biascichìo
alle lucciole
-Sigillava i sogni una preghiera
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Da:Sorrisi Pignorati
www.santhers.com

Commenti

    La pecora vanitosa mi pare

    La pecora vanitosa mi pare tanto il ritratto di molte persone